Viaggio tra i prodotti del territorio: “L’ ASPARAGO SELVATICO”

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Foto: giardinaggio.net

Marzo e Aprile, mesi in cui le piogge fanno da padrone, rappresentano i periodi ideali per la raccolta dell’asparago selvatico. La SP 73 che collega Casalnuovo Monterotaro e Colletorto, il letto del fiume Fortore o le zone limitrofe alla masseria Dragonarella, sono soltanto alcuni dei luoghi presenti nel nostro territorio dove è possibile imbattersi in queste antichissime piante. Gli amanti degli asparagi, giovani e meno giovani, in compagnia o in solitaria, vanno alla ricerca di questa prelibatezza spinti da tradizione, passione, pazienza e voglia di buon cibo. L’asparago selvatico, dal sapore leggermente amarognolo e pungente, durante questi mesi, diventa il protagonista indiscusso di pranzi e di cene, di primi, secondi e contorni.

Vediamo insieme qualche caratteristica botanica e nutrizionale.

Noto anche come asparago pungente, l’asparago selvatico è una pianta sempreverde perenne della famiglia botanica delle Liliaceae o Aspargaceae (a seconda della classificazione), probabilmente originaria della Mesopotamia.

I germogli, denominati turioni, iniziano ad accrescersi e svilupparsi alla fine dell’inverno, quando si verifica un aumento delle temperature di circa 10 gradi. In queste condizioni le sostanze nutritive vengono trasferite dalle radici alle gemme. Fuori dal terreno il turione presenta una forma allungata, con foglioline caratterizzate dalla forma a scaglie.

L’asparago è un alimento ipocalorico. Come la maggior parte degli alimenti che appartengono al mondo vegetale, è ricco di vitamine e sali minerali. Contiene un discreto contenuto di vitamina C, provitamina A e alcune vitamine del gruppo B. Sono presenti sodio, potassio, magnesio, ferro, zinco e rame. Una cottura al vapore ne preserva le caratteristiche nutrizionali.

Stimola la diuresi grazie all’elevato rapporto di potassio e azoto. Inoltre stimola la muscolatura intestinale facilitando l’evacuazione.

Quando è necessario limitarne l’uso.

Un consumo eccessivo di asparagi può creare problemi in alcuni soggetti.
In particolare, è sconsigliato a chi soffre di insufficienza renale, di nefrite e di gotta a causa del notevole contenuto di sostanze ricche di azoto. Occorre, inoltre, prudenza nell’impiego per le persone che soffrono di albuminuria, anuria, calcolosi renale, cistite.

Luigi Tosches